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martedì 10 luglio 2012

Articolo 9: una reinterpretazione così semplice quanto disarmante

Questo è il contributo che ho voluto dare al Fiocco Verde, insieme a tutti i cittadini di Decimoputzu che hanno firmato per la proposta di legge.


Ricordo ancora quando lessi la prima volta l’iniziativa del Comitato Fiocco Verde.
L’iniziativa mi parve buonissima ed ambiziosa da subito, tanto che andai a leggermi gli articoli 8 e 9 del nostro Statuto Autonomo per  approfondire il discorso. Avevo sempre sentito parlare di questo credito di miliardi di Euro che la Regione Sardegna vantava nei confronti dello  Stato italiano, chiedendomi e scrivendo spesso di come avremmo potuto utilizzare tutti quei soldi e di cosa sarebbe stato il nostro territorio se quei soldi non avessero preso la strada del non ritorno, come invece è successo.

Non mi ero mai chiesto, invece, come avremmo potuto fare per evitare che a quei miliardi se ne aggiungessero altri ed altri ancora. Cioè, dove avevamo sbagliato? E come andare a correggere il tiro, vista l’importanza fondamentale di utilizzare in Sardegna la maggior parte dei soldi prodotti dai sardi, soldi prodotti col proprio lavoro, con il proprio sudore, con i propri sacrifici, ma anche parte dei propri sogni, delle proprie ambizioni e delle proprie responsabilità.

Ecco la soluzione: Agenzia sarda delle Entrate. La reinterpretazione dell’articolo 9 in questi termini (ora che lo conosco) è così semplice quanto disarmante. Viene subito da chiedersi come mai in tutti questi anni le giunte regionali nostrane che si sono succedute non abbiano provveduto a fare nulla.
Per questo appena ho potuto mi sono incaricato personalmente di raccogliere le firme nel mio piccolo paese, Decimoputzu. E, permettetemelo, sono orgoglioso che anche Decimoputzu abbia voluto dare la sua risposta a questa problematica.

Perché anche i cittadini del mio piccolo paese hanno capito l’importanza fondamentale della sovranità tributaria, primo passo verso spazi di sovranità sempre più vasti, verso una Sardegna  marchiata sempre più Sardegna. Ed allora hanno firmato, consapevoli e consenzienti di quel piccolo mattone che stavano andando a posare su questa grande casa, la casa di tutti i sardi, la prima casa di un villaggio che diverrà, mano a mano, sempre più grande, sempre più moderna.

Hanno firmato perché hanno capito come il mancato rientro dei nostri si è ripercosso e come si ripercorrerebbe ancora nei piccoli gesti di ogni giorno, dal camminare in un marciapiede rotto o rompere gomme e ammortizzatori in una strada dissestata sino a viaggiare in treni vecchi di 40 o 50 anni, senza aria condizionata.

Hanno firmato per una Sardegna con sempre più sovranità, con più responsabilità, con più compiti.
Per il primo passo verso una Sardegna protagonista nel mondo, con i propri sogni, con le proprie speranze, con le proprie forze, con i propri cittadini.

Grazie sardi , grazie Fiocco Verde.

http://fioccoverde.net/fiocco-verde/contributi/articolo-9-una-reinterpretazione-cosi-semplice-quanto-disarmante/




venerdì 20 gennaio 2012

Quanto produce la Sardegna? E quanto costa?

Qualche giorno fa avevo intenzione di scrivere sull’iniziativa solitaria del Movimento PAR.I.S. Malu Entu, che inizia a raccogliere le firme per il Referendum sull’indipendenza, ma sono bastati pochissimi giorni per abbandonare la reazione “di pancia” e tornare a quella “di testa” e quindi capire che non val la pena di dare spazio ad iniziative del genere,  poiché è preferibile parlare di cose serie e costruttive.

Stamane ero presente al seminario del Comitato “Fiocco Verde” (http://fioccoverde.net/), che da poco tempo ha iniziato una raccolta firme per una proposta di legge che, se approvata, sarebbe il primo passo per il raggiungimento di una sovranità fiscale della Sardegna. Presenti, oltre a Franciscu Sedda, Presidente del comitato e che ha introdotto la discussione , anche il Presidente della Commissione Autonomia e Consigliere Regionale del Psd’Az Paolo Maninchedda, l’ex Presidente della Regione e Consigliere Regionale del PD Renato Soru e il Deputato del PDL Bruno Murgia.

Il seminario si proponeva di spiegare le ragioni del Comitato “Fiocco Verde” e di sentire dalle varie parti i pro e i contro di questa proposta di legge, che punta a risolvere la famosa (o famigerata) vertenza entrate e all’applicazione dell’art. 9 del nostro Statuto Autonomo, che ci autorizzerebbe di fatto a costituire un’Agenzia delle Entrate della Regione Sardegna, ed al conseguente rispetto dell’art.8, che indica tutte le quote tributarie spettanti alla Regione stessa. In breve: attualmente i nostri tributi sono riscossi dall’Agenzia delle Entrate che poi secondo quello che dice il già citato art. 8 dovrebbero essere in gran parte restituiti, ma che di fatto non ci vengono restituiti o per cui non vengono rispettate le quote, per una cosa o per l’altra. Un percorso inverso praticamente che ha portato al verificarsi della vertenza entrate. Soldi nostri  che si sarebbero dovuti utilizzare qui ma che invece sono utilizzati per chissà cosa. L’applicazione dell’art. 9 eviterebbe questo iter, dandoci modo di riscuotere per conto nostro i tributi e versare poi le spettanze allo Stato italiano.

La domanda che è venuta fuori durante il dibattito è la seguente: se pure venisse istituita l’Agenzia delle Entrate della Regione e la Regione fosse in seguito portata ad autogestirsi ed auto-sostenersi,  questi soldi basterebbero? La Regione Sardegna produce più o meno di quanto consuma?

Paolo Maninchedda nel corso del suo discorso ha dichiarato che in questo senso non esiste un vero e proprio studio storico, un censimento della produzione della Sardegna e di quelli che sono e che sono stati i costi, ma si è detto ottimista.

Renato Soru inizia il discorso precisando di non essere indipendentista e di sentirsi italiano e sardo(ma questo lo sapevamo). Continua poi dando per certo che la Sardegna produce molto meno di quello che consuma, in termini di costi. La sua soluzione sarebbe o che la Sardegna producesse di più o, in alternativa ovvia, che si rivedessero i costi di gestione della cosa pubblica.

Non me ne vogliano i Pidiellini, ma Murgia non l'ho sentito perché c'era un amico che m'aspettava fuori.

Bene, io non so di certo chi abbia ragione o che carte abbia il Renatino per dichiarare ciò, ma è sembrato estremamente convinto di ciò che diceva. Ma m’è sembrato convinto pure Maninchedda!

Per quanto mi riguarda, non ho capito se il  Comitato “Fiocco Verde” già lo propone nella legge, ma credo che sarebbe opportuna un’organizzazione che si occupi di sviluppare in maniera capillare una rete atta ad esaminare e censire produzione e costi, in modo da fare un bilancio storico se non precisissimo, perlomeno molto attendibile e applicare tagli dei costi superflui (tipo lavori pubblici o consulenze esterne affidate ad amici o compari) e attingere da dove si vuole per le misure dello sviluppo turistico ed infrastrutturale della nostra isola, in modo tale da colmare finalmente il gap con le altre Regioni d’Italia. Allora sì che si creerebbero le basi per una reale autonomia come trampolino di lancio per l’indipendenza, non con un referendum consultivo, iniziativa senza capo, né coda.

Grazie dell’attenzione e a s’intendi luegus!